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	<title>Istinto Web - blog &#187; Storie</title>
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	<description>La comunicazione in Rete vista da una web agency</description>
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		<title>Da YouTube all&#8217;Iran, le notizie corrono su Twitter</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 16:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Santiloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;altro giorno stavo navigando su YouTube quando, improvvisamente il sito è diventato non raggiungibile. Il server di YouTube è down? Com&#8217;è possibile? Aspetto qualche minuto, riprovo a collegarmi ma la situazione non cambia, anzi si, mi trovo di fronte ad una bella pagina di errore di Google. Allora mi metto a cercare su Google &#8220;youtube [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:right; padding-left:10px"><script type="text/javascript"><!--
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<p>L&#8217;altro giorno stavo navigando su YouTube quando, improvvisamente il sito è diventato non raggiungibile. Il server di YouTube è down? Com&#8217;è possibile? Aspetto qualche minuto, riprovo a collegarmi ma la situazione non cambia, anzi si, mi trovo di fronte ad una bella pagina di errore di Google. Allora mi metto a cercare su Google &#8220;youtube down, youtube server crash &#8230;&#8221;. I risultati? Trovo notizie vecchie di un anno. Non mi do per vinto e vado subito a vedere cosa sta succedendo cercando tra le <a href="http://search.twitter.com/"><strong>conversazioni di twitter</strong></a>. In pochi secondi, <strong>decine di risultati</strong>. Dopo anni, è stata la prima volta che trovo un motore di ricerca che batte Google. Incredibile!</p>
<p>&#8220;<em>See what&#8217;s happening — right now.</em>&#8220;, questo si legge sotto il box di ricerca di Twitter. Cercare in un flusso continuo di conversazioni rappresenta non solo un nuovo modo di informarsi ma un diverso sistema di concepire la ricerca sul web. Si <strong>passa da un sistema di ricerca (Google) di tipo asincrono</strong>, nel quale un contenuto inserito non può essere trovato subito ma deve essere prima scansionato e poi archiviato, un pò come fanno le biblioteche nel catalogare i volumi, ad una <strong>ricerca non filtrata, libera dal punto di vista temporale</strong>. Così come nel momento in cui si pronuncia un concetto, questo diventa immediatamente disponibile al nostro fruitore, così nel momento in cui si posta un twit, questo si aggiunge immediatamente agli altri twit e diventa parte di una gigantesca meta-conversazione.</p>
<p>Anche i recenti, ed ancora in corso, disordini che si stanno verificando in Iran, hanno visto l&#8217;uso di Twitter come fonte e mezzo per divulgare ed apprendere le notizie.</p>
<p><strong>Per vedere cosa succede a Teheran basta digitare questo codice nella ricerca di Twitter:</strong><br />
<em> near:Tehran within:15mi </em>(cioè: vicino a Tehran nell&#8217;arco di 15 miglia)</p>
<p>Anche l&#8217;<a href="http://twitter.com/mousavi1388"><strong>account twitter</strong></a> del capo dell&#8217;opposizione continua a funzionare nonostante pesanti censure e divieti che stanno accadendo in questo periodo nel paese arabo.</p>
<p><strong>Il mondo cambia sotto i nostri occhi e alcuni esseri umani ce lo stanno raccontando in tempo reale, conversando con noi.</strong></p>
<p><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jGbLWQYJ6iM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jGbLWQYJ6iM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?&amp;linkurl=http%3A%2F%2Fwww.istintoweb.com%2Fblog%2F2009%2F06%2Fda-youtube-alliran-le-notizie-corrono-su-twitter%2F&amp;linkname=Da%20YouTube%20all%26%238217%3BIran%2C%20le%20notizie%20corrono%20su%20Twitter"><img src="http://www.istintoweb.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Il nuovo giornalismo: la storia di Spot.us di David Cohn</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 09:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Santiloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[

&#8220;Journalism is a process. Not a product&#8221;. Questo è il motto di David Cohn, un giornalista americano di 26 anni, fondatore e direttore di Spot.us, il primo sito di community funded reporting. L&#8217;idea è semplice ma geniale: proporre dei temi di interesse per la comunità e farli finanziare con piccole donazioni (di solito 20 dollari) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<p>&#8220;Journalism is a process. Not a product&#8221;. Questo è il motto di <a href="http://www.digidave.org/"><strong>David Cohn</strong></a>, un giornalista americano di 26 anni, fondatore e direttore di <strong><a href="http://www.spot.us/">Spot.us</a>,</strong> il primo sito di community funded reporting. L&#8217;idea è semplice ma geniale: proporre dei temi di interesse per la comunità e farli finanziare con piccole donazioni (di solito 20 dollari) dalla comunità stessa.  Si va da tematiche <a href="http://www.spot.us/stories/63">ambientali</a>, all&#8217;<a href="http://www.spot.us/stories/106">impatto della crisi sulle piccole imprese</a>, fino all&#8217;uso di Twitter nel servizio pubblico. Le inchieste condotte non sono mai banali, anzi, trattano argomenti che di solito non trovano spazio nei grandi media anche se riguardano da vicino la vita delle persone. Giornalismo d&#8217;inchiesta, fatto sul campo e finanziato dalla comunità; lo possiamo dire: <strong>IL GIORNALISMO TORNA ALLE SUE VERE ORIGINI</strong>.</p>
<p>Negli ultimi anni, specialmente in nazioni come l&#8217;Italia, il giornalismo si è trasformato in uno strumento di potere al servizio di pochi soggetti. Le inchieste hanno lasciato il campo a inutili quanto faziose opinioni. Il giornalista sempre più spesso è diventato un opinionista, debole con i forti e forte i deboli, che scrive di tutto ma è esperto del niente. Questo pericolosissimo processo è dovuto al fatto che gli editori spesso non sono editori puri, ma soggetti che usano i media come strumento di pressione e controllo dell&#8217;opinione pubblica. Chi scrive quindi, o si piega alla cosiddetta linea editoriale, un modo gentile per chiamare la volontà del padrone, o non lavora. Il referente non è il pubblico ma l&#8217;editore.</p>
<p><strong>Con Spot.us questo processo viene invertito</strong>: il pubblico finanzia le inchieste e il giornalista deve rendere conto ai suoi finanziatori, cioè la comunità. Questo modello non solo di giornalismo, ma anche editoriale, sembra funzionare bene: 13.000 iscritti al sito in poco tempo, 25 collaboratori free lance, grandi scoop (come la storia della tendopoli di disperati senzatetto a Fresno in California), e ben 340.000 dollari di finanziamento dalla prestigiosa Knight Foundation (te lo immagini in Italia un ragazzo di 26 anni che riceve un finanziamento del genere??!!!).</p>
<p>Niente male per una persona che si definisce una pedina (pawn):<br />
<em>&#8220;Collaboration is Queen, Communication is Key. I am Just a Pawn…&#8221;</em></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?&amp;linkurl=http%3A%2F%2Fwww.istintoweb.com%2Fblog%2F2009%2F04%2Fil-nuovo-giornalismo-la-storia-di-spot-us-david-cohn%2F&amp;linkname=Il%20nuovo%20giornalismo%3A%20la%20storia%20di%20Spot.us%20di%20David%20Cohn"><img src="http://www.istintoweb.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Una rivista scritta da blogger? BlogMagazine!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 15:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Santiloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[E' nato nel marzo 2009 e in poche settimane ha già conquistato molta attenzione tra i blogger e non solo ... si tratta di BlogMagazine, rivista online scritta da blogger. Contenuti di qualità ed originali, una grafica niente male e tanta voglia di rappresentare una voce nuova in un settore dove a scrivere di nuovi media sono giornalisti che spesso non sanno neanche spedire una mail.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato nel marzo 2009 e in poche settimane ha già conquistato molta attenzione nella blogosfera e non solo &#8230; si tratta di <strong><a href="http://www.blogmagazine.net/" target="_blank">BlogMagazine</a></strong>, rivista online scritta da blogger. Contenuti originali e di qualità, una grafica semplice ma non banale e tanta voglia di rappresentare una voce nuova in un settore dove a scrivere di nuovi media sono giornalisti che spesso non sanno neanche spedire una mail. Da notare che la rivista utilizza la tecnologia flash di <a href="http://issuu.com/" target="_blank">ISSUU</a>, un sistema che permettere di poter <em>sfogliare</em> le pagine elettroniche.</p>
<p>L&#8217;ideatore e direttore del magazine, <em>Giulio Ambrosio</em> del blog <strong><a href="http://www.juliusdesign.net/" target="_blank">JuliusDesign</a></strong> ha colto gentilmente il nostro invito a parlarci di questo interessantissimo progetto.</p>
<div style="background-color:#f5f5f5; padding:5px">* Giulio Ambrosio</div>
<p><img src="http://www.istintoweb.com/blog/wp-content/uploads/2009/04/_2.jpg" alt="" hspace="10" vspace="5" align="right" /><strong><a href="http://www.blogmagazine.net/" target="_blank"></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.blogmagazine.net/" target="_blank">BlogMagazine</a> </strong>è un progetto che inizialmente mi è venuto in mente durante la lettura di svariati articoli, in cui certi blogger scrivevano, con molto entusiasmo, il fatto di essere stati segnalati su testate giornalistiche o riviste specializzate del settore. Il progetto consiste nel realizzare un magazine virtuale con contenuti scritti da soli Blogger, fruibile in modalità sfogliabile con tecnologia Flash (<a href="http://issuu.com/" target="_blank">ISSUU</a> n.d.r.) e in formato .PDF</p>
<p>L’idea è anche di far uscire dalla rete dei contenuti per farli vivere sotto forme diverse, al fine di raggiungere persone che normalmente non leggerebbero un blog e trovare questo materiale interessante ed incominciare a leggerlo. Allora mi sono chiesto perché non realizzare un magazine in cui gli autori sono solo Blogger? In questo modo ho voluto provare a far scrivere blogger conosciuti della blogosfera o blogger talentuosi, dando cosi un taglio diverso al contenuto, un taglio da blogger, molto diverso da quello giornalistico.</p>
<p>Nelle ventiquattrore successive al lancio del primo numero, con mio grande stupore, abbiamo ottenuto oltre <a href="http://www.blogmagazine.net/superati-i-1700-download-del-magazine/" target="_blank">1.700 download</a> del magazine in formato PDF. Dopo pochi giorni sono stato invitato al BlogBar organizzato da <a href="http://www.pasteris.it/blog/" target="_blank">Vittorio Pasteris</a> con il tema “Farsi un blog e gestirlo al meglio”</p>
<p>Ho avuto la possibilità di presentare in anteprima il progetto BlogMagazine e iniziare a dare uno sguardo e pareri a un futuro prodotto anche cartaceo. Durante il primo numero ho ricevuto centinaia di mail di candidature, suggerimenti, critiche e consigli, che mi hanno aiutato a delineare in modo più corretto la linea editoriale.</p>
<p>Attualmente abbiamo 2 numeri alle spalle quello di Marzo e di Aprile che hanno riscosso un grande successo. È in lavorazione il numero di Maggio e speriamo che il progetto possa evolversi il più possibile, anche facendoci notare da grandi realtà, per poter provare a essere visibili anche fuori dal web, magari grazie anche al formato cartaceo.</p>
<p>BlogMagazine sta crescendo, il progetto piace, se anche tu sei curioso vieni a trovarci.</p>
<div style="background-color:#f5f5f5; padding:5px">*</div>
<p><strong><br />
Il nostro commento: </strong>è bello e confortante vedere come piccole realtà indipendenti possano produrre prodotti di qualità. BlogMagazine ha tutte le caratteristiche per diventare una rivista cult, a patto che sappia trattare non solo tematiche tecniche o ristrette al mondo dei blogger, ma abbia la capacità di avere un respiro più ampio magari facendo ciò che hanno smesso di fare le grandi riveste: inchieste serie ed approfondite. In bocca al lupo BlogMagazine e grazie Julius!</p>
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		<title>La sindrome di Obama</title>
		<link>http://www.istintoweb.com/blog/2009/04/la-sindrome-di-obama/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 13:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Santiloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le ultime elezioni americane, tante web agency italiane sono state travolte da orde di clienti che chiedevano più o meno tutti la stessa cosa: "voglio fare come Obama!".  L'elezione del primo Presidente afro-americano ha provato in modo lampante l'importanza del web nella conquista del consenso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:right"><script type="text/javascript"><!--
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<p>Da quel momento tanti politici ed imprenditori hanno cominciato a vedere nel web una sorta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/El_Dorado" target="_blank">El Dorado</a>. Il pensiero di molti di loro è stato: &#8220;basta che mettiamo due cose in Rete e tutti ci conosceranno, ci voteranno, ci compreranno!!!&#8221;. <strong>Niente di più sbagliato!</strong> Chi ragiona in questo modo non solo dimostra un certo disprezzo per il pubblico della Rete, considerato alla stregua di un gruppo di cretini facilmente influenzabile, ma non ha capito veramente nulla delle dinamiche del web.</p>
<p><strong>Barack Obama ha vinto perchè è riuscito a comunicare in modo efficace idee e valori. </strong>Ha saputo elaborare proposte concrete per economia, ambiente, politica interna ed estera, trovando nella Rete la giusta cassa di risonanza e il luogo ideale di confronto e condivisione del suo programma. Ve lo immaginate un politico nostrano, che non parla neanche bene l&#8217;italiano perchè appena apre bocca si sente subito un accento fortissimo e poco comprensibile, che pensa che Firefox sia un film degli anni 60, che non si è mai confrontato con i suoi elettori ed è abituato a giornalisti scendi letto, a fare una campagna di comunicazione sul web stile Obama? Sarebbe una cosa profondamente tragicomica.</p>
<p>Non è stata la Rete a far vincere Obama, sono state le sue idee e le sue proposte comunicate e discusse attraverso di essa la chiave vincente. Se fai politica o sei un imprenditore, preoccupati per prima cosa di avere un programma credibile o di fornire prodotti e/o servizi di ottimo livello e poi pensa alla tua strategia di comunicazione. Tieni conto però che stare in Rete significa accettare il dibattito con il pubblico e spendere tempo e risorse economiche. La gestione di qualche profilo su social network tipo Facebook o Twitter, è paragonabile per certi versi ad un&#8217;attività lavorativa. Non immagini neanche quanto tempo richiede e quando impegno ci vuole per ottenere buoni risultati. Ciò si traduce quindi  in una spesa economica non proprio piccola anche se le ricadute monetarie e/o d&#8217;immagine possano essere molto buone. Dovrai valutare se il gioco vale la candela.</p>
<p>Vuoi fare ancora come Obama? Prima arriva al suo livello.</p>
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