Social Media Revolution: numeri che non lasciano dubbi. E in Italia?

Posted on settembre 4th, 2009 at 3:22 pm by Matteo Santiloni

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Social Media Revolution: numeri che non lasciano dubbi. E in Italia?

I numeri presentati nel video qui sotto sono piuttosto impressionanti:
- nel 2008, 1 coppia su 8 negli USA si è sposata dopo essersi “incontrata” in un social media
- se Facebook fosse una nazione, sarebbe la 4 al mondo per numero di abitanti
- negli USA l’80% delle aziende usa LinkedIn come mezzo primario per la ricerca del personale
- l’80% dell’uso di Twitter avviene tramite dispositivi mobili
- YouTube è il secondo motore di ricerca al mondo e dispone di oltre 100,000,000 di video
- Wikipedia, con oltre 13 milioni di articoli, ha completamento sostituito le varie enciclopedie
- esistono oltre 200 milioni di blog
- i contenuti generati dagli utenti costituiscono il 25% dei risultati delle ricerche sui primi 20 brand al mondo. Un terzo di questi risultati è prodotto dai blog

Per vedere altri interessanti statistiche e considerazioni sulla social media revolution, vi invito a vedere il video qui sotto.

La domanda che mi e vi pongo è questa: rispetto a questi dati, quando è indietro l’Italia?

L’arretratezza della nostra nazione, a mio parere, va ricercata nei quadri dirigenziali delle maggior parte delle aziende. Internet viene troppo spesso sottovaluto o considerato pericoloso (vedi vari tentativi di legge bavaglio). “Tanto a che serve? E che ci faccio? Il nostro sito è bruttino ma per adesso va bene così …”, quante volte abbiamo sentito dire queste frasi? Quando tempo ci vorrà per colmare questo gap? Probabilmente è solo un fatto generazionale, almeno spero, ma non ne sono pienamente convinto. Da noi il sistema delle raccomandazioni e l’abitudine a fregare il prossimo sono erbacce molto ben radicate e non so fino a che punto la rete riuscirà a distruggerle.

Da noi la Social Media Revolution è prima di tutto una rivoluzione culturale. Solamente quando le persone capiranno i reali benefici del web, allora le cose cominceranno a cambiare. Intanto il dirigente tipico spenderà 200 euro di biglietto (tanto paga l’azienda o lo Stato) per fare Roma-Milano in aereo, mentre un suo impiegato per fare la stessa tratta con una low-cost ne spenderà 40.

FONTE ORIGINALE DEL VIDEO E RELATIVE FONTI

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