Le elezioni europee del 6/7 giugno 2009 hanno visto l’ascesa forte di un solo partito: l’IDV di Antonio Di Pietro. Rispetto alle ultime elezioni politiche, l’Italia dei Valori ha raddoppiato il suo consenso. Anche la Lega è cresciuta, ma non in maniera così forte.
Credo che l’ottimo risultato dell’IDV dimostra che il web ha ufficialmente assunto un ruolo nel panorama politico nazionale.
L’IDV oltre ad essere l’unica formazione politica che ha dimostrato una certa coerenza negli ultimi anni, è l’unica che ha usato, e che usa, la Rete come strumento fondamentale per la raccolta del consenso. Il blog dell’IDV e quello del suo leader Di Pietro, sono da una parte i luoghi d’incontro per gli elettori/cittadini, e dell’altra i canali privilegiati attraverso i quali vengono fatte proposte concrete. A differenza di altri partiti che ultimamente hanno invaso inutilmente la Rete (persino con un social network ad personam!!!) con contenuti spazzatura e/o vuoti, l’IDV ha capito che non basta avere un blog o essere presenti su tutti i social network per raccogliere consenso. Bisogna fare proposte concrete e avere la forza di discuterle con il proprio elettorato.
Mentre le varie formazioni politiche hanno praticamente discusso solo delle loro beghe di palazzo e di veline, sfruttando la visibilità fornita da tv, giornali e radio, l’IDV ha presentato sul web un programma nel quale si parla di energie rinnovabili, ricerca scientifica, diritto alla conoscenza, lavoro … insomma 12 punti che rappresentato proposte concrete e nuove, tanto da aver incassato anche l’appoggio di Beppe Grillo, uno dei blogger più influenti al mondo. Non solo, ogni post che viene pubblicato riceve centinaia di commenti in pochi giorni, a testimonianza del fatto che quando si hanno cose interessanti da dire non è poi così difficile coinvolgere i cittadini.
Sinceramente non so quantificare a livello statistico il numero di voti che il web ha portato all’IDV, ma sono sicuro che, specialmente tra i giovani, la Rete ha rappresentato un elemento chiave. Quanto più le persone useranno Internet non solo per il divertimento ma anche come alternativa vera e seria ai comuni mezzi di informazione, tanto più ci saranno cambiamenti nelle preferenze politiche espresse.
Quello che è successo in queste elezioni non è paragonabile al fenomeno Obama, ma è l’inizio di un cambiamento che parte dal basso, dalla Rete. E quando verrà superata questa fase iniziale e il fenomeno avrà tassi di crescita esponenziali, allora la politica sarà cambiata, perchè le buone idee sono come i virus: una volta che si diffondo è molto difficile fermale.
Nel prossimo post proporrò un’analisi della presenza sul web di PD e PDL.


Posted on giugno 8th, 2009 at 11:37 am by Matteo Santiloni
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